Un filo unisce Ad Maiora e la Georgia
Mons. Claudio Gugerotti, vescovo di Ravello, è Nunzio Apostolico in Georgia, Armenia e Azerbaijan. Mons. Gugerotti si propone di aiutare le realtà locali coinvolgendo anche i suoi concittadini veronesi in vari progetti.
Durante un incontro a Verona di qualche anno fa, il direttore della Caritas Georgia, padre Witold Szulczynski, ha illustrato a vari intervenuti le numerose attività intraprese o che erano allo studio chiedendo suggerimenti e aiuti per incrementare il lavoro ed offrire così un’opportunità ai giovani per prevenirne l’emigrazione.
Singole persone, ma anche parrocchie e associazioni, si sono rese disponibili per occuparsi chi del panificio e chi dell’officina, della fabbrica di mattoni e del caseificio.
La Caritas Georgia ha iniziato la sua attività quindici anni orsono e nonostante i forti cambiamenti politici e le riforme sociali intraprese, le popolazioni locali non hanno avuto un miglioramento nelle condizioni di vita che continuano ad essere afflitte da grave povertà. Nel 2007 il 52% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà.
La recente guerra ha ulteriormente aggravato la situazione.
Le opere assistenziali della Caritas rappresentano un punto di riferimento per bambini, adolescenti, anziani, ammalati, profughi, emarginati.
Nel novembre del 2000 la Caritas ha attivato un importante progetto di formazione, un laboratorio artistico professionale dove i giovani che provengono dalle famiglie più povere ed emarginate di Tbilisi apprendono la tessitura artigianale di tappeti e arazzi, secondo la tradizione locale.
Oltre alle classi di disegno, pittura e storia dell’arte che sono alla base della creazione di qualsiasi manufatto artistico – icone, smalto a cellette, lavorazione del legno - si sono intrapresi un laboratorio di tintura dei fili e della lana per la lavorazione del feltro.
Ad Maiora si è offerta di assistere il laboratorio tessile cercando di orientare la produzione verso modelli più vicini ai gusti occidentali.
In Georgia la cultura della lavorazione del feltro ha secoli di storia legata alla pastorizia e al suo sviluppo. La lana ottenuta dalla tosatura della pecora viene lavorata e pressata a mano per produrre oggetti d’uso quotidiano, per l’isolamento delle case, per la realizzazione di tende, per il pesante abbigliamento nelle zone montane. In passato tappeti, arazzi e oggetti in feltro facevano parte del corredo nuziale.
Compito di Ad Maiora è stato seguire il lavoro del laboratorio nello studio dei prodotti, ma anche nella presentazione di questi splendidi manufatti attraverso mostre - “Sensazioni di Blu” nel 2007 e Trame d’Arte nel 2008 – seminari e convegni in Italia e all’estero. Alcune stoffe georgiane realizzate dal laboratorio sono state utilizzate nella creazione di quilt e arazzi che hanno partecipato a concorsi nazionali e internazionali.
Sciarpe in feltro su seta, borse, cappelli, pantofole, piccoli oggetti di uso quotidiano, come portafogli o portacellulari, hanno suscitato l’interesse di un vasto pubblico non solo veronese.
Oltre al laboratorio della Caritas, Ad Maiora è in contatto con un gruppo di ricamatrici di Kutaisi, coordinate dalle suore delle Piccole Figlie di San Giuseppe, che eseguono a mano splendidi ricami e trapuntano su commissione.
Per completare queste brevi note “georgiane” un ultimo accenno ad un gruppo di artiste riunite nell’atelier La Maison Bleue. Diplomate alla Facoltà di arte tessile dell’Università di Tbilisi, Keti Kavtaradze, Nino Kvavilashvili, Nino Khoperia, Eka Khuntsaria e Irma Khoperia eseguono batik su seta di straordinaria bellezza. Dal 1994, anno di fondazione del gruppo, le artiste hanno esposto i loro manufatti non solo in Georgia ma in vari paesi europei e per la prima volta in Italia durante la mostra Trame d’Arte su invito di Ad Maiora.